Rileggiamo insieme la Convenzione Internazionale sui Diritti dell’Infanzia

ABSTRACT: La Convenzione ONU del 1989 tutela i diritti dei minori: vita, protezione, istruzione, ascolto, gioco, famiglia e non discriminazione. Ratificata dall’Italia, obbliga a garantire benessere e sviluppo. Oggi, però, guerre e politiche trascurano tragicamente questi diritti.

E’ bene ogni tanto, analizzare il nostro comportamento nel rispetto di convenzioni internazionali e di leggi nazionali e regionali a tutela dell’infanzia. Una priorità per noi Pediatri (oltre al Giuramento d’Ippocrate) deve essere l’osservanza di quanto stabilito – nella Convenzione Internazionale sui Diritti dell’infanzia – dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 20 novembre 1989 che rappresenta lo strumento giuridico internazionale a garanzia dei diritti fondamentali di Tutti i bambini e adolescenti di età inferiore a 18 anni. L’Italia, lo ricordiamo, ha ratificato la Convenzione nel 1991 con la Legge n. 176. 

In sintesi, la Convenzione:

  • Definisce i diritti umani dei bambini e degli adolescenti:
    La Convenzione riconosce che i bambini e gli adolescenti hanno gli stessi diritti umani di tutti gli altri, ma con tutele specifiche per la loro vulnerabilità.  
  • È uno strumento giuridicamente vincolante:
    Quando uno Stato – come quello Italiano  – ratifica la Convenzione, si impegna a rispettare e attuare i suoi principi nel proprio ordinamento giuridico. 
  • Ha un’ampia adesione:
    È il Trattato sui diritti umani più ampiamente ratificato nella storia, con quasi tutti gli Stati membri dell’ONU che l’hanno ratificata, ad eccezione degli Stati Uniti d’America.
  • È basata su quattro principi fondamentali:
    1)  non discriminazione, 2) interesse superiore del bambino, 3) diritto alla vita, alla sopravvivenza e allo sviluppo, e 4) diritto all’ascolto e alla partecipazione. 
    È uno strumento di riferimento per UNICEF e altre organizzazioni:
    L’UNICEF, in particolare, utilizza la Convenzione come guida per attuare  azioni a favore dei bambini e degli adolescenti. E da Noi in Italia tutti gli Assessorati regionali alle politiche per la qualità della vita devono operare per garantire che tali diritti siano rispettati.

In particolare la Convenzione riconosce ai bambini e agli adolescenti:

  • Il diritto alla vita e allo sviluppo:
    Ogni bambino ha diritto alla sopravvivenza e a sviluppare appieno il proprio potenziale psicofisico.
  • Il diritto alla protezione:
    I bambini devono essere protetti da ogni forma di abuso, sfruttamento e violenza. 
  • Il diritto all’istruzione:
    L’istruzione è essenziale per lo sviluppo del bambino e per la sua partecipazione alla vita sociale. 
  • Il diritto alla libertà di espressione e opinione:
    I bambini hanno diritto di esprimere le proprie opinioni e di essere ascoltati.
  • Il diritto al gioco e al tempo libero:
    Il gioco è fondamentale per lo sviluppo del bambino e deve essere incoraggiato. 
  • Il diritto alla famiglia:
    I bambini hanno diritto di crescere in un ambiente familiare, e se ciò non è possibile, devono ricevere protezione e assistenza alternativa. 
  • Il diritto alla non discriminazione:
    Tutti i bambini devono essere trattati allo stesso modo, senza alcuna forma di discriminazione. 

In sintesi, la Convenzione Internazionale sui Diritti dell’Infanzia è uno strumento fondamentale per garantire che i bambini e gli adolescenti possano crescere in un ambiente sicuro, protetto e che promuova il loro pieno benessere ed uno sviluppo sicuro. Ed è bene che gli organi politici, nazionali e regionali, le strutture socio-sanitarie con relativi servizi, il mondo della Scuola e le Famiglie si adoperino per il rispetto di questo fondamentale strumento giuridico internazionale. Purtroppo le grandi Potenze mondiali sembra che abbiano dimenticato il patto siglato nel 1989 e migliaia di bambini stanno morendo nel mondo sotto i bombardamenti che vengono ordinati giornalmente dai belligeranti nonostante le sbandierate buone intenzioni ed i deboli tentativi della diplomazia che non è neppure in grado di far attuare una “tregua” a scopo umanitario.

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