Che cosa è il Mutismo selettivo in età pediatrica?

Con questo articolo senza pretese, vogliamo definire che cos’è il “mutismo selettivo nei bambini” e cosa è possibile fare per aiutare un bambino che è in difficoltà fuori di casa o in presenza di estranei. Il Collega Francesco Sanavio così esordiva in una sua pubblicazione sulla riv. di Psicoterapia scientifica nel febbraio 2024.  “Il mutismo selettivo è un disturbo dovuto all’ansia che si manifesta in età evolutiva e che “blocca la parola”. Ci troviamo di fronte dunque a situazioni in cui a casa il bambino parla, corre, è vivace e pieno di vita, mentre a scuola o di fronte agli estranei smette di parlare e diventa estremamente timido e riservato. Questo atteggiamento è un campanello d’allarme e potrebbe per l’appunto rientrare nel mutismo selettivo, una condizione legata all’ansia che rende impossibile esprimersi o comunicare con facilità fuori dal contesto domestico. In questo articolo vogliamo fare chiarezza  sulla diagnosi del  mutismo selettivo e che cosa sia possibile fare per aiutare un bambino in difficoltà a venirne fuori; certo è che non si tratta di un fenomeno dovuto a problemi organici o ad una incapacità correlata allo sviluppo psicofisico o a problemi di sviluppo o deficit legato alla disabilità. Si tratterebbe invece di un comportamento in risposta ad un forte stato emotivo legato all’ansia. Certo è che, nonostante vogliano farlo, i bambini con mutismo selettivo non riescono a parlare fuori casa o in presenza di estranei per cui si bloccano  e ciò avviene in particolare in luoghi pubblici o nei contesti sociali più ansiogeni come l’asilo o la scuola. Al contrario a casa, negli ambienti familiari o con le persone con cui si sentono a loro agio, questi bambini si esprimono normalmente e a volte sono addirittura dei grandi chiacchieroni.  Il procedimento  diagnostico è confermato dalla Collega  Rosanna Martin, psicologa c/o AOU Meyer che, a  conferma di questa ipotesi clinica, fornisce ulteriori informazioni, pur partendo dalla constatazione che  il mutismo selettivo è un disturbo relativamente raro legato all’ansia: si stima che sia presente dallo 0.05 all’1% della popolazione generale (secondo il Diagnostic and Statistical Manual); la collega, pur specificando che tale comportamento, proprio della  popolazione infantile, si manifesta nell’impossibilità di parlare spontaneamente o di rispondere a domande poste loro sia da adulti che da coetanei se non conosciuti. Il disturbo varia anche da situazione a situazione, a volte i bambini non riescono ad interagire verbalmente neanche con la famiglia allargata, mentre parlano tranquillamente con genitori e fratelli o comunque con le persone con le quali hanno instaurato relazioni familiari più strette. Ma l’incapacità di parlare non è giustificata da un disturbo specifico del linguaggio o della comunicazione. Il disturbo, come già detto, è spesso accompagnato da un’elevata ansia sociale e i bambini con mutismo selettivo rifiutano spesso di parlare nel contesto scolastico portando ad una compromissione dei risultati scolastici oppure       a interferenze nella comunicazione e nei risultati in campo educativo,  dato che gli insegnanti hanno spesso difficoltà a valutare le abilità del bambino riguardanti la lettura o altre competenze che possano richiedere l’espressione verbale. Nonostante il desiderio di partecipare ai contesti ludici e di divertimento questi bambini, ribadiamo, trovano difficoltà ad interagire con i coetanei quando è necessario il coinvolgimento verbale… anche fra loro. Tenere presente che la durata di questa condizione ha una durata non è limitata al periodo dell’apertura dell’anno scolastico, corrispondente al primo mese di scuola, quindi questo comportamento necessita di cure e terapie adeguate, se persistente.

Cura e trattamento. Il mutismo selettivo ha un grado di persistenza variabile, che va da alcuni mesi a molti anni. La letteratura attuale riporta pochi studi sull’efficacia dei diversi trattamenti del mutismo selettivo, tuttavia le ricerche e i dati clinici suggeriscono l’utilità delle tecniche cognitivo-comportamentali. Recenti studi hanno evidenziato l’efficacia di questo trattamento nei casi di mutismo selettivo soprattutto nella riduzione dei sintomi e nel mantenimento dei risultati a lungo termine (Lang, et al., 2016; Ostergaard, 2018). La terapia cognitivo-comportamentale integra infatti le più efficaci tecniche nel trattamento dei disturbi d’ansia in età evolutiva. Secondo gli AA. Sanavio e Martin, il modello di riferimento che sembra spiegare maggiormente la sintomatologia del mutismo selettivo è quello della fobia sociale o ansia sociale per cui si può ipotizzare che sia utile adattare il protocollo di intervento cognitivo-comportamentale della fobia sociale al mutismo selettivo.