Bullismo e Cyberbullismo: come devono essere combattuti?

Notiziario. Il Ministero dell’Istruzione e del Merito, da cui abbiamo tratto parte di questo articolo,  è vicino alle famiglie con bambini e minorenni da difendere dai brutti scherzi legati al “Cyberbullismo” che è la manifestazione in rete di un fenomeno ormai diffuso e meglio conosciuto come “Bullismo”. Quest’ultimo è caratterizzato da azioni violente e intimidatorie esercitate da un bullo, o da un gruppo di bulli, su una vittima. Le azioni possono riguardare molestie verbali, aggressioni fisiche, persecuzioni, generalmente attuate in ambiente scolastico. Oggi il bullismo può diventare cyberbullismo. Ma come possiamo contrastare tali fenomeni? Ce lo sta indicando in Piemonte il progetto del Moige genitori e del CRT. Il bullismo può coinvolgere solo gli studenti di una classe o di un Istituto, mentre il cyberbullismo coinvolge ragazzi e adulti di tutto il mondo. Un’altra differenza è che il bullo deve avere un carattere forte in grado di imporre il proprio potere; nel caso del cyberbullismo chiunque può esserlo nella vita reale, anche chi è stato vittima o diventandolo rimanendo anonimo, come spesso accade. Il cyberbullismo è dunque la manifestazione in Rete di un fenomeno molto più ampio e meglio conosciuto, che è caratterizzato da azioni violente e intimidatorie esercitate da un bullo, o un gruppo di bulli, su una vittima. Le azioni possono riguardare molestie verbali, aggressioni fisiche, persecuzioni, generalmente attuate in ambiente scolastico; oggi la tecnologia consente ai bulli di attivarsi in ogni momento perseguitando le vittime con messaggi, immagini, video offensivi inviati tramite smartphone o pubblicati sui siti web e sui social network. Il bullismo diventa quindi cyberbullismo. Enzo Serra, giornalista del giornale “La voce” proprio ieri ci ha aggiornato con l’articolo “Cyberbullismo, 1 ragazzo su 4 è vittima o testimone; ma solo il 5% chiede aiuto” avvisandoci che nelle Scuole del Piemonte  è partito il progetto chiamato “Educyber Generations” della Fondazione CRT e del MOIGE in cui saranno coinvolti oltre 6.000 studenti. La situazione è grave perché il cyberbullismo continua a crescere tra i giovani ma restando in gran parte sommerso. Secondo i dati diffusi dal Moige – Movimento Italiano Genitori, circa il 23% dei ragazzi dichiara di essere stato vittima o testimone di episodi di violenza online, ma solo una piccola parte trova il coraggio di chiedere aiuto: infatti appena il 5% segnala agli adulti quanto accaduto. Per contrastare il fenomeno è perciò partito il Tour “Educyber Generations”, iniziativa promossa dal Moige nell’ambito del Progetto Diderot attuato dalla Fondazione CRT, che porterà incontri e attività formative in oltre 80 scuole del Piemonte, raggiungendo più di 6.000 studentiIl Tour ha preso il via i2 marzo nei Comuni di Lagnasco (Cuneo), Cannobio (Verbano-Cusio-Ossola), Acqui Terme (Alessandria) e Beinasco (Torino) e proseguirà fino a maggio 2026. 10 Istituti saranno raggiunti anche da un’unità mobile con un team di psicologhe del Moige, che durante l’orario scolastico terranno incontri dedicati ai rischi ma anche alle opportunità del Mondo digitale. Nel pomeriggio il Centro mobile sarà aperto anche alla cittadinanza, con momenti di confronto rivolti a genitori e insegnanti. “Con il Progetto Diderot la Fondazione CRT è da anni al fianco della Scuola per offrire agli studenti occasioni concrete di crescita e consapevolezza”, spiega la Presidente della Fondazione CRT Anna Maria Poggi. “Dato che il digitale è sempre più presente nella vita dei ragazzi, è fondamentale fornire strumenti per orientarsi nella rete, sviluppare spirito critico e promuovere comportamenti responsabili”. Inoltre i dati raccolti dal Moige delineano un quadro davvero preoccupante: il 7% degli studenti dice di essere stato vittima diretta di cyberbullismo, mentre il 16% ha assistito a episodi di violenza online. Tra i comportamenti più diffusi figurano esclusioni dai gruppi digitali, pettegolezzi, insulti e hate speech (discorsi d’odio): situazioni che il 29% dei ragazzi dice di aver vissuto o osservato e che per un ulteriore 36% avvengono almeno occasionalmente. Il problema più grave resta però il silenzio. Solo il 12% dei ragazzi interviene in difesa della vittima e appena il 5% segnala lepisodio a un adulto, mentre il 7% preferisce non fare nulla. Per questo il Moige ha attivato anche nuovi strumenti di supporto come il numero di messaggistica 333 11 22 11 2 e il numero verde 800 93 70 70, dedicati a genitori, insegnanti e minori che chiedono aiuto. Inoltre il contesto digitale in cui crescono gli adolescenti è sempre più intensoIl 55% dei ragazzi trascorre almeno 3 ore al giorno online fuori dallorario scolastico e il 14% supera le cinque ore quotidiane. Lo smartphone è il dispositivo principale per il 93% degli studenti. I social network sono frequentati regolarmente dal 94% dei giovaniWhatsApp è utilizzato dall’87%, seguito da TikTok (58%)Instagram (57%) e YouTube (55%). Oltre il 60% dei ragazzi si dichiara molto attivo sulle piattaforme social. Emergono però anche GRAVI e PERICOLOSI SEGNALI di VULNERABILITA’: il 30% dei giovani accetta richieste di amicizia da sconosciuti online e il 23% ha incontrato di persona qualcuno conosciuto solo in rete, percentuale che sale al 31% tra i ragazzi di 15-17 anni. Lindagine evidenzia inoltre un uso crescente dell’Intelligenza artificiale tra gli studenti: il 51% la utilizza regolarmente e il 29% la impiega spesso per fare i compiti. Tuttavia solo il 21% dei ragazzi ha ricevuto una formazione adeguata sui rischi e sulle opportunità di questi strumenti. Anche sul fronte dellinformazione online emergono criticità: il 48% dei ragazzi è caduto almeno occasionalmente in fake news, mentre solo il 35% ritiene davvero affidabili i contenuti che legge sul web. Secondo Antonio Affinita, Direttore Generale del Moige, affiancato dalla Collega medico Maria Rita Munizzi, presidente nazionale, il Fenomeno si è sviluppato anche alla ricerca di visibilità sui social. “I minori trascorrono sempre più tempo online, dove follower e popolarità diventano la misura del valore personale, ma per inseguire questa visibilità abbassano la guardia, mettendo a rischio sicurezza e privacy. Serve un impegno condiviso che insegni ai ragazzi ad usare responsabilmente gli strumenti digitali”. Il progetto Educyber Generations punta proprio sul “promuovere una vera e propria cultura della cittadinanza digitale. In ogni scuola verranno infatti formati gruppi di studenti che, insieme a docenti, famiglie e forze dell’ordine, lavoreranno per sensibilizzare i coetanei sui rischi della rete e per contrastare episodi di cyberbullismo. Lobiettivo ambizioso è “costruire una nuova generazione di cittadini digitali consapevoli, capaci di utilizzare la tecnologia senza diventarne vittime. Un lavoro educativo che, secondo i promotori, deve coinvolgere scuola, famiglie e istituzioni per non lasciare i ragazzi SOLI di fronte alle sfide del mondo online”.

Normativa
– Decreto del Presidente della Repubblica 249 del 24 giugno 1998
– Legge 71 del 29 maggio 2017
– Direttiva Ministeriale 16 del 5 febbraio 2007
– Direttiva Ministeriale del 15 marzo 2007
– Decreto Legislativo 99 del 12 giugno 2025
– Legge 70 del 17 maggio 2024