
parte seconda
Parliamo ora, grazie sempre alla Prof.ssa Fazion (su Veronesi Magazine), della Chat GPT, acronimo di chat generative pre-trained transformer (in italiano trasformatore generativo pre-addestrato) che è basata su intelligenza artificiale e apprendimento automatico, sviluppata da OpenAI é specializzata per conversare con gli esseri umani. Ma tale dispositivo come può essere utile a medici e pazienti? Bisogna innanzitutto comprendere in che cosa Chat GPT si differenzia dagli altri Sistemi dotati di intelligenza artificiale di cui abbiamo parlato e che lavorano sui contenuti, sono cioè in grado di leggere, tradurre, interpretare protocolli, linee guida, storie cliniche dei pazienti e i dati raccolti, e di poterli leggere secondo regole ben precise. Chat GPT è invece uno strumento che implementa modelli linguistici di grandi dimensioni (LLM) e serve per aiutare a scrivere testi semplici e comprensibili. Quando si pongono delle domande a chat GPT il sistema trova, attraverso il software, quali sono le parole che hanno la maggiore probabilità di essere affini a quelle che le precedono rispetto ad altre parole che rimangono escluse. È un sistema che è in grado di scrivere testi molto chiari, ma ancora non necessariamente affidabili. Se ad esempio chiediamo a Chat GPT di fornirci le informazioni più aggiornate secondo la letteratura scientifica su una particolare patologia o su un particolare farmaco, “lui”, non avendo il concetto di letteratura scientifica più recente, ma capendo la sintassi, va a combinare nozioni che non sempre sono corrette, quindi attenzione in campo medico diagnostico. Ma allora è meglio non usare questo strumento, almeno per il momento? No, evitare no ma basta conoscere e ricordare i limiti dello strumento e comportarsi di conseguenza. Per il resto, le potenzialità sono davvero molte in quanto si potrebbe sfruttare Chat GPT per sintetizzare e semplificare referti, lettere di dimissioni o documenti complessi con un linguaggio facilmente compreso dai pazienti. In questo caso verrebbero tradotti contenuti naturalmente affidabili perchè riportati nella cartella clinica. Ed ancora, può essere utilizzato per organizzare e conservare la documentazione sanitaria all’interno di una struttura sanitaria, peraltro facilmente reperibile. Questo strumento, dunque, può essere utile sia per i pazienti sia per il personale dell’ospedale, ma non solo. Infatti anche gli studenti possono sfruttarlo per la loro formazione, come supporto allo studio in preparazione degli esami. Secondo uno studio recente, infatti, Chat GPT sarebbe in grado di superare, seppur con il punteggio minimo, la licenza medica che consente ai medici di lavorare negli USA. Indipendentemente dal fatto che si usino strumenti di IA avanzati o Chat GPT (o strumenti analoghi), il rischio che la preparazione e le conoscenze dei medici venga meno, se decidono di affidarsi ad essi (un fenomeno chiamato deskilling o dequalificazione), esiste. Per evitare ciò bisogna che il medico continui con la propria formazione evitando che le scelte e i ragionamenti più complicati vengano lasciati alla macchina. Ricordiamo che l’esperienza clinica del medico e tutte le caratteristiche empatiche che lo legano al paziente in un rapporto di fiducia sono ancora oggi difficilmente sostituibili. Dialogare con Chat GPT è semplice, è sufficiente collegarsi a chat.openai.com e poi attivare gratuitamente un account. Tutti possono farlo ma dobbiamo avvisare del pericolo (errori di interpretazione nel fai da te) che corrono i non addetti ai lavori; proprio per questo bisogna fare molta attenzione. Quando un paziente decide di reperire informazioni, ad esempio, su come gestire una determinata patologia quindi cosa mangiare o quali farmaci assumere, deve tenere presente che Chat GPT attinge informazioni da tutto quello che è presente su internet che, naturalmente, contiene anche molte fake news. Finché non verrà ristretto il campo da cui prendere le informazioni, inserendo solo quelle affidabili e validate da un Ente specializzato come il nostro Istituto Superiore di Sanità (ISS), dovremmo comportarci come quando cerchiamo informazioni su Google, verificando “sempre” che le risposte fornite siano affidabili. Per esempio, facendo più domande simili, confrontando i risultati di quello che si ottiene con Chat GPT con altre fonti come lo stesso Google, oppure siti web istituzionali. Con questi strumenti la cautela è d’obbligo per cui è sempre meglio consultare i medici. Prudenza, preparazione specifica ed equilibrio nella interpretazione dei dati acquisiti è stata suggerita dall’OMS per evitare che possa essere erosa precocemente la fiducia ed eliminato l’utilizzo da parte degli utenti dell’Intelligenza Artificiale, ritardando i potenziali indiscussi benéfici risultati che si possono trarre dal suo impiego. Fondazione Veronesi è molto avanti nella sperimentazione di tale strumento.
