
Si tratta di stipsi funzionale o di stipsi organica? E’ una condizione che richiede risposte in quanto è alquanto diffusa e quasi tutte le mamme ci passano non sapendo spesso che pesci prendere. Ne parlano spesso anche riviste di larga diffusione online, come il sito web Nostrofiglio che ha sintetizzato un articolo apparso su Pediatria Magazine SIP. E’ un tema frequentissimo e quando un bambino di 3-4 anni rifiuta la sosta al Wc nonostante senta lo stimolo, allora arrivano presto i problemi di stitichezza, talvolta con dolori addominali. In questi casi si parla di Stipsi Cronica Funzionale (SCF), se non legata a patologie organiche. La SCF può dipendere da fattori costituzionali (genetici se familiarità), dietetici o da ritenzione fecale funzionale; quest’ultima è la causa più frequente in bb. di 2-4 anni che adottano posture ritentive in modo da evitare di defecare; cioè mediante la contrazione dei muscoli del pavimento pelvico e dei glutei in modo da ritardare l’espulsione di feci che si fanno ovviamente più dure (ma la difficoltà può essere anche legata al disagio nell’usare i servizi igienici dell’asilo). Noi definiamo SCF l’emissione di feci che avviene con una frequenza inferiore a 3 volte a settimana e quando è dolorosa l’evacuazione di feci indurite per più di 2 settimane Le mamme di questi bambini sono spesso disperate e chiedono aiuto ai medici, partendo dal pediatra. Il problema è che un bambino non riesce a ‘farla’ nel water: spesso quando il bambino si toglie il pannolino fa regolarmente la pipì nel vasino, ma “con la cacca” il problema talvolta è più complesso perchè il bambino si rifiuta di sedere sul water e inizialmente fa la cacca nella mutandine o quando il b., più grande, chiede addirittura il pannolino. Se poi il bambino va all’asilo spesso, per paura che le maestre lo costringano ad andare in bagno, il bimbo… la trattiene diventando stitico; allora il pediatra consiglia delle bustine (macrogol) per ammorbidire le feci, altrimenti si rischia che passino anche 4 giorni senza che il b. vada di corpo. Una mamma ne prova tutte, prima gratificandolo, poi leggendogli le favole o premiandolo con gli stickers ma tante altre volte la madre perde la calma e si arrabbia (pur sapendo che non si deve fare…). A questo punto si pensa che sia un problema anche psicologico perché una madre non sa più come comportarsi. La risposta dell’esperto non tarda ad arrivare, tanto per cominciare, per prima cosa si deve mantenere la calma, tutti sanno che arrabbiarsi o farne un “grande problema” non serve a niente e a nessuno, anzi peggiora la situazione. Si deve perciò provare ad usare delle strategie che lo facciano restare sereno, senza però tornare indietro sui propri passi: “ad esempio val la pena di continuare a permettergli il pannolino, ma esclusivamente per fare la cacca: meglio non tornare a metterlo per tutto il giorno. Se ci impuntiamo e non gli permettiamo mai il pannolino, il b. potrebbe bloccarsi del tutto, aggravando il problema e non è certo quello che si vuole; sarà una soluzione temporanea, solo finché il b. non si sente pronto a defecare nel Wc. Ma non farne una “questione di stato”, si deve lavare, cambiare e via a giocare. In definitiva, in contatto sempre con il pediatra di fiducia verificare che le feci restino morbide e che le parti più dure vengano espulse. Non sarà un processo immediato, ma con la calma ci si riesce. Circa l’8-10 % dei bambini (con stipsi funzionale, in maggioranza maschi) rifiuta il Wc, innescando una specie di “guerra” con i genitori: alcuni bb. trattengono le feci, anche fino ad arrivare alla stitichezza vera con dolori e blocchi intestinali. Ecco perché un 5% di questi casi deve essere indagato meglio, in quanto potrebbe esserci un’anomalia intestinale, dovuta a cause organiche, ma i bambini con queste caratteristiche hanno in genere piccole e frequenti perdite con fuoriuscita di feci. Ma allora, ricapitolando, come aiutare un bambino che cade in una stipsi “funzionale”, per esempio ascoltando i nostri consigli: (1) Meglio chiarire con il bambino che ogni giorno la cacca deve uscire con frasi come… “la cacchina vuole uscire tutti i giorni”. Per i bambini più grandi, che probabilmente non amano il fatto di avere perdite frequenti, bisogna convincerlo dicendo “se fai la cacca tutti i giorni, non avrai più perdite”. (2) Bisogna continuare con le cure date dal proprio pediatra per mantenere il retto vuoto mediante bustine pediatriche di Paxabel 5g a base di macrogol, aggiungendo un’alimentazione appropriata ricca di fibre e di minestrine di verdure e responsabilizzando il bambino (ma attenzione a non trasmettere al b. sensi di colpa, anzi il genitore deve sdrammatizzare), in modo che sia lui a decidere quando utilizzare finalmente il Wc perché capirà che non deve più “lottare” contro questo intestino pigro. (3) Parlare ancora insieme del fatto che il corpo deve fare la cacca tutti i giorni, e che la cacca è pur sempre la sua. Spiegare sempre che il compito del b. è quello di aiutarla ad uscire e dire al bambino che si è dispiaciuti di averlo forzato ad usare il Wc o di averglielo sempre ricordato: da ora in poi lui non avrà più bisogno di aiuto. Infine, dopo questi discorsetti… basta con i discorsi sul Wc! (4) Cercare di mostrarsi non più preoccupati a riguardo. Dal momento in cui il bambino non riceverà più continui discorsi sul Wc, sarà più propenso a andare in bagno per ricevere l’attenzione dei genitori. (5) Basta con tutti i riferimenti al bagno. Lascia che il tuo bambino decida quando ne ha bisogno perché é in grado di sentire lo stimolo e di trovare il bagno. I continui riferimenti sono solo una forma di pressione, che porta solo ad aumentare questo gioco di forza. (6) Se però il bambino lamenta dolori addominali, meglio chiarire con lui come mandarli via e approfondire la diagnosi con il pediatra. Dato che “trattenere le feci fa venire mal di pancia”, bisogna aiutarlo a rilasciare i muscoli perianali e perineali. Se il b. rifiutasse, puoi dirgli “io non ti posso aiutare, solo tu puoi aiutarti”. Dopo di che si deve ignorare, per non dare troppa importanza a questo comportamento rigido del bambino. (7) Se invece il bambino continua a trattenere le feci per più di 5 minuti dallo stimolo, allora provare a usare frasi che risultino tranquillizzanti, come per esempio “il tuo corpo ti sta parlando… vuole che tu espella la cacca e solo tu puoi farlo con successo”. I genitori devono sforzarsi di mantenere la calma, perché possono sempre contare sui consigli degli esperti tra cui il proprio pediatra che potrà prescriverà i farmaci che ammorbidiscono le feci o che stimolano le contrazioni intestinali.
