Lo screening di lipidi e lipoproteine in età pediatrica…

seconda parte

Ma rileggiamo insieme i messaggi chiave ai quali ci siamo ispirati fino ad oggi…ancora validi

  • In tutti i bambini in età superiore ai 2 anni va seguita una dieta sana, che deve includere prodotti derivati del latte, poveri di grassi. Soprattutto nei bambini dai 12 mesi ai due anni che siano soprappeso oppure obesi o abbiano una storia familiare di obesità, di dislipidemia o di malattie cardiovascolari, andrebbe usato latte povero di grassi, cioè latte parzialmente scremato. I grassi saturi (sconsigliati)  sono di derivazione animale, quindi si alle verdure e frutta.
  • I suggerimenti del pediatra nei confronti dei bambini e degli adolescenti ad alto rischio per malattie cardiovascolari e con un’alta concentrazione di LDL, includono ovviamente modificazioni nella dieta con consigli sulla nutrizione e altri interventi sullo stile di vita, fra i quali un aumento dell’attività fisica.
  • La più frequente raccomandazione è rappresentata dallo screening da effettuare sui bambini e negli adolescenti con storia familiare di dislipidemia o di precoci malattie cardiovascolari (≤ 55 anni per gli uomini e ≤ 65 anni per le donne). Viene anche raccomandato che siano sottoposti allo screening dei lipidi a digiuno, i pazienti pediatrici, nei quali la storia familiare non sia conosciuta o quelli con altri fattori di rischi di malattie cardiovascolari, come il soprappeso (indice di massa corporea ≥ all’85° centile e inferiore al 95°), l’obesità (indice di massa corporea ≥ 95° centile) o ipertensione (pressione arteriosa ≥ 95° centile), fumo di sigarette o diabete mellito.
  • Per questi bambini il primo screening va fatto dopo i due anni di età, ma non più tardi dei 10 anni. Non é raccomandato lo screening prima del compimento dei 2 anni.
  • Il profilo dei lipidi a digiuno viene raccomandato come primo esame dello screening, perché non esistono metodi non invasivi per dimostrare le malattie arteriosclerotiche cardiovascolari nei bambini. Questo screening deve avvenire nel contesto di una visita di un bambino sano prevista dai bilanci di salute. Se i valori ottenuti rientrano fra quelli considerati normali, il paziente va ricontrollato dopo 3-5 anni.
  • Per i pazienti pediatrici sovrappeso o obesi, che abbiano concentrazioni elevate di trigliceridi o basse concentrazioni di HDL, il trattamento principale deve riguardare il peso, che comprende la prescrizione di una dieta (ovviamente ipocalorica) e consigli nutrizionali e sull’aumento dell’attività fisica per ottenere un miglioramento del bilancio energetico.
  • Per pazienti da 8 anni in su con concentrazioni di LDL ≥ 190 mg/dL (o di ≥ 160 mg/dL con una storia familiare di malattia cardiaca precoce o ≥ 2 ulteriori fattori di rischio o ≥ 130 mg/dL se è presente diabete mellito), va preso in considerazione l’intervento farmacologico. L’obiettivo iniziale è quello di abbassare le LDL a < di 160 mg/dL. Tuttavia l’obiettivo può essere anche quello di ottenere valori < 130 mg/dL o anche < a 110 mg/dL se c’è una forte storia familiare di malattie cardiovascolari, specialmente con altri fattori di rischio, come l’obesità, il diabete mellito, la sindrome metabolica o altre situazioni ad alto rischio.

La principale novità sta dunque nell’indicazione al trattamento farmacologico dei bambini che abbiano livelli di colesterolo particolarmente elevati (≥190 mg/dL); già nelle edizioni del Nelson vengono riportate considerazioni del genere, che trovano consensi sia tra i pediatri che fra i cardiologi pediatri statunitensi con la Food and Drug Administration che ha allargato l’indicazione per questi farmaci ai bambini in età superiore agli 8 anni. Fino a oggi in Italia l’atteggiamento di cardiologi pediatri e di pediatri riguardava essenzialmente, nei bambini e negli adolescenti con elevati livelli di colesterolo, il cambiamento dello stile di vita e la prescrizione di una corretta alimentazione. Dobbiamo segnalare che dai foglietti illustrativi delle statine, si dubitava della loro efficacia e sicurezza nei soggetti in età pediatrica,  ma oggi le statine in età pediatrica sono ritenute sicure e tali da proteggere, nel lungo periodo, dai rischi cardiovascolari nell’ipercolesterolemia familiare dove i valori sono strettamente correlati al patrimonio genetico; l’uso ora è raccomandato perché efficace e con scarsi effetti collaterali ( la loro somministrazione deve però essere seguita dal pediatra di fiducia che negli ultimi anni, sempre più spesso si trova di fronte a problemi del genere e poter disporre anche di un trattamento farmacologico riconosciuto valido significa migliorare il futuro dei bambini con i suddetti problemi metabolici.

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