Rischi e benefici dell’esposizione solare dei bambini

      parte seconda

Per proteggere con efficacia i bambini dagli effetti nocivi del sole è sufficiente seguire alcune semplici regole illustrate dal Collega pediatra Dott. Giovanni Caso, oltre a quellw proposte dallo IOR. E ricordate che le misure protettive qui elencate valgono per tutti i fototipi, in quanto neppure i fototipi V e VI (con pelle scura o nera) sono esenti dal rischio di scottature solari (soprattutto nei primi giorni di esposizione) e dallo sviluppare melanomi o altri tumori della pelle (anche se ovviamente questi fototipi richiedono precauzioni meno assidue rispetto agli altri fototipi, con pelle più chiara). È importante inoltre sapere che le regole di protezione valgono sempre (per tutte le situazioni in cui il bambino è esposto al sole), ma soprattutto in estate, poiché in questa stagione l’intensità delle radiazioni solari è maggiore e più frequenti sono le occasioni di gite e vita all’aria aperta. Evitare inoltre l’esposizione diretta al sole del bambino di età inferiore a 6 mesi, anche se protetto con crema solare. Durante le passeggiate all’aria aperta con il neonato, proteggetelo con indumenti adatti e, se necessario, con apposite coperture traspiranti per la carrozzina o il passeggino. Preferite comunque l’ombra al pieno sole. A qualsiasi età, evitare l’esposizione al sole nelle ore centrali della giornata, in particolare dalle 12 alle 16 con l’ora legale (11 -15 con l’ora solare), perché  questo é il momento di massima intensità delle radiazioni solari. Preferire l’ombra in determinate ore  e quindi scegliere zone e ambienti dove sia possibile ripararsi all’ombra. Utilizzare una tenda con protezione anti UV per far riposare il bambino all’aria aperta e ricordare di usare sempre la crema solare protettiva contro raggi UVB e UVA. La crema solare protettiva serve sempre, anche quando il bambino è già abbronzato e anche quando il tempo è nuvoloso (le radiazioni ultraviolette oltrepassano le nuvole ed è perciò facile scottarsi). Utilizzare creme protettive con filtri solari UVB e UVA, a protezione molto alta (SPF 50+) e specificamente formulate per i bambini, resistenti all’acqua. Chiedere eventualmente consiglio al proprio pediatra per acquistare quella più adatta al bambino. Applicarla almeno ½ ora prima dell’esposizione al sole, su tutto il corpo, con attenzione particolare a spalle, collo e orecchie. Applicarla più volte nel corso della giornata (almeno ogni 2 ore, soprattutto dopo il bagno). Utilizzare anche uno stick per le labbra con fattore protettivo solare 50+. Inoltre fare indossare al bambino un cappello a falda larga che protegga anche la parte posteriore del collo e le orecchie. Inoltre per esposizioni prolungate, utilizzare t-shirt o camicie a manica lunga, a girocollo (preferibilmente di colore scuro e a trama fitta), in cotone, lino o seta, anche durante il bagno. Portare  anche un indumento asciutto da fare indossare dopo il bagno, perché l’efficienza protettiva degli indumenti bagnati è minore. In alternativa, si possono utilizzare indumenti in lycra specificamente realizzati per proteggere contro il raggi UV. Devono recare in etichetta il fattore UPF (Ultraviolet Protection Factor), cioè  il grado di protezione che garantiscono (analogamente al fattore SPF – Sun Protection Factor delle creme solari): sono indicati soprattutto per coloro che praticano sport all’aria aperta, per chi ha un fototipo cutaneo basso e, appunto, per i bambini che giocano sulla spiaggia. La loro efficacia è buona, a patto che tali indumenti garantiscano un UPF pari a 50+ (capacità di filtrare almeno il 98% dei raggi UVA e UVB). I lavaggi e l’uso frequente ne riducono l’efficienza protettiva. In ogni caso, non sono da usarsi in sostituzione alle creme protettive. Altro consiglio, fare indossare occhialini con filtro UVB e UVA, comunque in materiale infrangibile, e abbastanza grandi da proteggere l’occhio dai raggi solari che penetrano dai bordi e anche la pelle  intorno all’occhio, soprattutto le palpebre. Fateli indossare al bambino quando è all’aperto (e non prima mentre è in casa), per evitare che subito se li tolga perché infastidito dalla scarsa luminosità. Protezione dal sole deve essere osservata anche dalla mamma e dal papà che devono dare il buon esempio, sia per proteggere se stessi, sia perché le indicazioni per i figli risultino più “convincenti”. In definitiva, anche per i più piccoli, il sole può garantire dei grandi benefici per la salute e il benessere. Infatti l’esposizione al sole favorisce il processo di sintesi della vitamina D, fondamentale – lo abbiamo già detto – per la crescita, per le ossa e anche per il sistema immunitario; ma essa svolge anche un ruolo importante anche nell’equilibrio dei neurotrasmettitori coinvolti nella regolazione del sonno e del tono dell’umore. Inoltre, nei casi di Dermatiti atopiche o altre malattie della pelle come la Psoriasi questa vitamina svolge un’azione sicuramente benefica. L’esposizione dei bambini al sole, quindi, non deve essere totalmente evitata ma gestita con consapevolezza e raziocinio.

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