Quando parliamo di Atopia in Pediatria intendiamo riferirci essenzialmente ad una sindrome caratterizzata da una tendenza dei soggetti in età pediatrica (nel 70-80% dei casi) a essere “iperallergici” e iperreattivi, in quanto, etiopatogeneticamente, si tratta di una patologia infiammatoria molto spesso recidivante, quindi ad andamento cronico, che si manifesta quando un soggetto con determinate caratteristiche viene a contatto con agenti ambientali, atmosferici o alimentari, non escludendo con ciò fattori genetici da scoprire intervistando i genitori (e qui aiuta un’accurata anamnesi familiare). Nei bambini, lo sappiamo, è frequente la Dermatite atopica che compare nel primo anno di vita per esaurirsi intorno ai 3-4 anni, anche se in alcuni casi persiste oltre tale età. In sintesi, un soggetto affetto da atopia può presentare tipicamente le seguenti manifestazioni cliniche: eczema (dermatite atopica), rinite allergica (febbre da fieno), congiuntivite allergica o asma allergico. I pazienti con atopia hanno anche la tendenza a sviluppare allergie alimentari (causate da fattori immunologici legati agli allergeni contenuti in alcuni alimenti).
In sintesi i pazienti con atopia, nel corso degli anni, possono presentare quella che é definita la “triade allergica” dei sintomi, essendo composta da eczema (dermatite atopica), febbre da fieno (rinite allergica) e asma bronchiale (asma allergico). I piccoli pazienti hanno anche una certa tendenza ad avere allergie alimentari con altri sintomi caratterizzanti il loro stato iperallergico. A mò di esempio in età adulta, l’esofagite eosinofila si trova spesso associata con le note allergie atopiche. La sindrome atopica può addirittura essere anche fatale, anche se rarissimamente, per una minoranza di soggetti atopici, cioè per coloro che sviluppano gravi reazioni allergiche, come l’anafilassi, causata da reazioni acute delle IgE-mediate, potenzialmente letali che non compaiono dopo la prima esposizione a un allergene (sostanza che fa esplodere la reazione allergica); purtroppo non tutti ricordano la prima esposizione avvenuta, a volte, anni prima. Noi oggi vorremmo però portare la vostra attenzione sulle “stigmate atopiche più frequenti” presenti anche in soggetti in età pediatrica. Prima di tutto è da valutare: (1) la Faccia, perché caratterizzata dalla presenza di pallore, occhiaie, occhi arrossati o vitrei, ciglia lunghe e lucide, starnuti caratteristici, frequente rash labiale periorale; poi (2) per quanto riguarda il tratto anatomico oro-faringeo potremmo trovare alla nostra osservazione labbra gonfie o tumefatte, iperplasia gengivale, lingua a carta geografica, iperemia faringea, deglutizione frequentemente provocata o rigurgiti; (3) infine dobbiamo tenere presente che potremmo trovare, anche se meno frequentemente, i seguenti sintomi: tosse recidivante, prurito, rash cutanei, iperidrosi, piedi freddi, dita gonfie, eccessive eruttazioni, addome gonfio, dolori addominali ricorrenti, scarsa crescita ponderale, cefalee ed anche disturbi del comportamento. Si deve quindi osservare con molta attenzione il bambino perché siamo di fronte a un soggetto con determinate stigmate e occorre un occhio clinico esperto per scovarle; E’ chiaro che abbiamo la possibilità (e il dovere in caso di sospetto) di rivolgerci ai vari Test di laboratorio preliminari con la ricerca di eosinofili, test strumentali (ecografie, Rx), test allergologici in vivo, cutanei (prick o scratch test o intradermoreazioni, test in vitro (IgE totali, IgE specifiche mediante RAST, FAST, test di liberazione di istamina, dosaggio di altre sottoclassi di Ig, dosaggio di immunocomplessi, linfochine linfocitarie dopo incubazione con antigeni specifici. Inoltre possiamo ricorrere ai Test di provocazione o scatenamento, specifici e non specifici (bronchiali, congiuntivali, nasali e intestinali mediante somministrazione di farmaci). Molto raramente occorre ricorrere a una biopsia con l’obiettivo (a) di svelare la presenza di uno stato atopico/allergico; (b) registrare una alterata funzionalità/iper-reattività d’organo; (c) individuare le sostanze sensibilizzanti; (d) escludere malattie mediante la diagnosi differenziale da fare con psoriasi, scabbia, orticaria, dermatite erpetiforme ecc.: sono soltanto alcuni esempi) . Quindi, in definitiva dobbiamo essere consapevoli della complessità della patologia che deve essere contenuta o risolta da medici esperti. siano essi pediatri oppure allergologi pediatri che devono comportarsi come buoni scrutatori, anche perché, dopo i due anni di vita, la sintomatologia cutanea può cambiare radicalmente con sintomatologia cutanea che può interessare mani, polsi, caviglie, superfici flessorie degli arti (cavo popliteo dietro il ginocchio o pieghe cubitali del gomito). La terapia è molto articolata e prevede la stretta collaborazione dei genitori in quanto gli interventi devono essere condivisi dalla famiglia sul piano igienico.sanitario, comportamentale e farmacologico per ottenere successo.
