Leggiamo i dati dell’Istituto Superiore di Sanità che ci invitano a proteggerci ancora meglio…

Stiamo parlando di uno storico ed ubiquitario temibile batterio soprattutto per i bambini, lo Streptococcus Pneumoniae o pneumococco, da cui dobbiamo proteggerci meglio. 

I dati registrati e pubblicati sono in continua evoluzione; certamente in sicura crescita è la presenza del suddetto batterio in quanto nel 2023 sono stati segnalati 1783 casi di malattia grave ed invasiva da pneumococco; nel 2021 e 2022 sono stati 500 e 1056 rispettivamente. Restando al biennio 2021-2022 si è osservato un netto incremento dell’incidenza delle malattie invasive da pneumococco, aumentando da 0,84 casi (x 100.000 abitanti) nel 2021 a 3,02 nel 2023. L’incidenza delle malattie invasive da pneumococco risulta maggiore nei bambini <1 anno e negli adulti >64 anni. Nel 2023 l’incidenza (x 100.000 abitanti) della malattia invasiva da pneumococco nei bambini <1 anno è stata di 10,41 casi, un valore superiore a quelli riportati in epoca pre-pandemica (nel 2019 si attestava a 6,50 casi). Anche negli adulti >64 anni, l’incidenza è aumentata nel 2023, attestandosi a 7,45 casi, contro un valore di 2,11 e 4,49 casi nel 2021 e 2022, rispettivamente. Il quadro clinico più frequente nel 2023 è è stato rappresentato dalla polmonite, associata a sepsi/batteriemia (50%), seguita da sepsi/batteriemia (27%) e meningite (20%). Nel 2023 i sierotipi prevalenti nei bambini 0-4 anni, in ordine di frequenza decrescente, sono stati 3, 19A, 10A, 8, 15A, 19F, 24A e 24F.  Nella fascia di età 5-64 anni si evidenziano i sierotipi 3 e 8, mentre nella fascia di età >64 anni si è osservata una predominanza dei sierotipi 3, 8, 22F, 9N, 6C, 23A, 15A, 38, 11A, 19F, con i primi due sierotipi responsabili del 43% dei casi.  Nel 2023 nei bambini 0-4 anni la percentuale di casi da sierotipi vaccinali inclusi nel PCV10 si è attestata al 9,7%, quelli inclusi nel PCV13 al 41,9%, quelli inclusi nel PCV15 al 46,8% e quelli inclusi nel PCV20 al 61,3%, a fronte del 38,7 di casi dovuti a sierotipi non vaccinali, percentuali in linea con quelle evidenziate nel 2022. Nella fascia di età 5-64 anni la percentuale di casi da sierotipi vaccinali inclusi nel PCV13 si è attestata al 39,6%, quelli inclusi nel PCV15 al 44%, quelli inclusi nel PCV20 al 72% e quelli inclusi nel PPSV23 al 78,8%, con il 23,9% dei casi dovuti a sierotipi non vaccinali. Negli adulti >64 anni la percentuale di casi da sierotipi vaccinali inclusi nel PCV13 si è attestata al 39%, quelli inclusi nel PCV15 al 44,1%, quelli inclusi nel PCV20 al 63,6% e quelli inclusi nel PPSV23 al 68,2% con il 31,7% dei casi dovuti a sierotipi non vaccinali. Scusate la noiosa, ma doverosa illustrazione!

Ma veniamo ora a uno degli ultimi aggiornamenti: “Le ultime notizie sullo Streptococcus pneumoniae dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS) evidenziano un aumento significativo dei casi di malattia invasiva da pneumococco in Italia nel 2022, raggiungendo i 1.026 casi, rispetto ai 489 e 501 dei due anni precedenti. Idem nel 2023 e 2024: cresciuta circolazione dello pneumococco per cui l’ISS raccomanda la vaccinazione nei bambini per prevenire complicanze legate alle malattie invasive da pneumococco, come la meningite, la polmonite e la setticemia. Le meningiti e le sepsi da pneumococco non sono considerate un rischio per i contatti, quindi non si indica la profilassi antibiotica, poiché non si formano focolai epidemici.  

Raccomandazioni e Prevenzione

  • Vaccinazione:
    È raccomandata la vaccinazione contro lo pneumococco (utilizzando vaccini coniugati come Prevenar13® o Vaxneuvance®) per tutti i bambini da 2 mesi a 5 anni di età. Consigliabile è l’ultimo tipo di vaccino (20-valente sostituendo il 15-valente ora in uso) questo consiglia  la pediatra per conto della SIP Teresa Mazzone per i bambini in un documento presentato dalla SIP appunto, ma anche dalle organizzazioni sindacali mediche. Inosmmma l aloota va ingaggiata e rafforzata allargando la gamma dei vaccini proposti con l’introduzione del pneumococcico 20-valente. 
  • Protezione:
    La vaccinazione protegge da infezioni gravi come meningite, polmonite e setticemia, causate dai più comuni sierotipi di pneumococco. Le vaccinazioni antipneumococcica e antinfluenzale – si è calcolato – riducono del 50% le spese  necessarie per la gestione di queste malattie!

        Gestione dei Contatti – Nessuna Profilassi

        Non è necessaria la profilassi antibiotica per i contatti stretti nei casi di meningite o sepsi da pneumococco, poiché non si verificano epidemie e i contagi non sono diffusi, ma sporadici. Nel caso di Meningite, malattie batteriche invasive (sepsi e meningiti) – epicentro.Iss.it  MA comunque le meningiti e le sepsi da pneumococco si presentano in forma sporadica, e non è indicata la profilassi antibiotica per chi è stat.o a contatto con un malato.
NB. Comunque , per informazioni dettagliate e aggiornate, consigliamo di consultare il sito di Epicentro, il portale dell’ISS dedicato alla sorveglianza epidemiologica delle malattie infettive.… per approfondire : “Sierotipi di pneumococco in Italia” epicentro.Iss.it 

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