
parte seconda
La decisione di eseguire ulteriori procedure diagnostiche deve essere “valutata” sul singolo bambino, per cui è necessario effettuare una diagnosi differenziale clinica in quanto, prima di giungere alla diagnosi, si deve “escludere almeno una stipsi occulta“, responsabile di un dolore addominale erroneamente identificato come IBS, e tipicamente caratterizzata dall’evacuazione di feci voluminose, tenesmo e riscontro di ingombro fecale all’esplorazione rettale o nel corso di indagini strumentali (radiografia diretta dell’addome), condotte nel sospetto di patologie organiche. Una volta posta la diagnosi di IBS, mediante un’accurata descrizione della forma e della consistenza delle feci (secondo la scala Bristol), é possibile inquadrare il disturbo in uno dei quattro sottotipi definiti seguendo i criteri di Roma IV: IBS stipsi prevalente (IBS-C), IBS diarrea prevalente (IBS-D), IBS con alvo misto (IBS-M) ed IBS non specificata (IBS-U), quando non sia classificabile nei suddetti sottotipi. Per quanto riguarda i test diagnostici da eseguire nei bambini con sintomi di IBS, è raccomandata l’esecuzione del test sierologico di screening per la malattia celiaca. Difatti, la malattia celiaca ha manifestazioni altamente eterogenee e i bambini celiaci lamentano frequentemente dolore addominale come unico sintomo, talvolta anche in associazione con alterazioni dell’alvo e della consistenza delle feci. Però, data l’elevata prevalenza di celiachia in Italia e le significative conseguenze derivanti da un’omessa diagnosi, è fortemente raccomandata la titolazione delle IgA totali e IgA anti-transglutaminasi anche nel sospetto di IBS. Nei bambini con dolore addominale e diarrea, si dovrà effettuare il dosaggio dei livelli di calprotectina fecale quantitativa e la Proteina C-reattiva per escludere eventuali patologie infiammatorie croniche intestinali. Si potrebbe osservare un aumento della calprotectina fecale (che indica essersi instaurata un’infiammazione del tratto gastrointestinale) anche nei pazienti con IBS, a sottolineare la presenza di una seppur minima infiammazione intestinale. Valori normali vanno considerati inferiori a 50 microg/g; valori inferiori a 250 microg/g in assenza di sintomi o segni d’allarme permettono ragionevolmente di escludere una malattia infiammatoria cronica intestinale. In passato si riteneva che l’esecuzione della colonscopia, nel caso avesse un esito negativo, avrebbe potuto rassicurare genitori e pazienti sulla benignità del disturbo, però oggi si raccomanda di riservare l’indagine ai pazienti con sintomi o segni di allarme. Attualmente possiamo perciò arrivare alla diagnosi senza effettuare tanti esami, spesso non necessari, con una significativa riduzione delle spese a carico del Sistema Sanitario Nazionale. Dall’esiguità degli studi in grado di approfondire la gestione dell’IBS in età pediatrica, è sorta l’esigenza di un Gruppo formato da esperti delle Società Italiane di Gastroenterologia, Epatologia e Nutrizione Pediatrica (SIGENP), di Pediatria (SIP), di Gastroenterologia ed Endoscopia (SIGE) e di Neurogastroenterologia e Motilità (SINGEM), in grado di fornire ai pediatri dati basati sulle evidenze scientifiche, al fine di rispondere alle domande essenziali relative alla diagnosi e alla gestione dell’IBS nei bambini. Ma in definitiva, quando dobbiamo sospettare la Sindrome dell’Intestino Irritabile? Secondo i criteri di Roma IV, l’IBS è definita dalla presenza di dolore addominale non derivante da una malattia organica sottostante, con una frequenza pari o superiore a quattro giorni al mese, correlato all’evacuazione o associato alle modifiche della frequenza dell’alvo o alla consistenza delle feci. Nei bambini con stipsi, il dolore non deve risolversi alla risoluzione della stipsi. Dunque, in conclusione, la diagnosi si raggiunge attraverso una dettagliata anamnesi, che indaghi accuratamente le caratteristiche del dolore e dell’alvo, ed un attento esame obiettivo, la diagnosi di IBS può essere ipotizzata molto precocemente, senza ricorrere ad inappropriate e costose indagini. Per la lettura dell’intero argomento pubblicato su Magazine Pediatria, gli A.A. sono M. Piccirillo, V. Pucinischi, G. Di Nardo, C. Cremon, G. Barbara coordinati dalla Presidente SIP, Prof.ssa AM Staiano che ringraziamo per l’ottimo lavoro svolto da questo Gruppo di studio polidisciplinare.
