I Bambini e lo sport (seconda parte)

seconda parte

L’organizzazione di una competizione, la definizione dei ruoli in una squadra, la determinazione dei tempi, le strategie di gioco, sono vere e proprie competenze intellettive che si possono trasferire in qualsiasi contesto lavorativo e rappresentano abilità che ognuno dovrebbe essere in grado di mettere in pratica quando deve prendere delle decisioni o predisporre un programma di attività. Per esempio le attività di movimento sono occasioni che danno lo spunto di privilegiare la creatività e l’emotività, perché l’obiettivo educativo è di sostenere i processi che portano all’autonomia, alla crescita dellautostima, alla capacità di iniziative e alla consapevolezza di sé a vari livelli, sia fisico che emotivo. Un altro grande problema è riuscire, ai tempi nostri,  a fare SPORT adattandosi alle restrizioni. E a tal proposito ricordiamo il Progetto intitolato Futuro Prossimo, sostenuto dall’Impresa sociale con i Bambini destinatari di un Fondo per il contrasto alla povertà educativa minorile, con la funzione di UISP (Unione Italiana Sport per tutti) che è stata quella di porsi come un’antenna che si attiva per costruire interventi integrati avendo l’obiettivo di rafforzare la comunità educante e il protagonismo giovanile nelle attività di contrasto alla dispersione scolastica ed alla povertà educativa.  In un momento storico palesemente condizionato dalla eccessiva normatività e dai divieti, le attività sportive, che hanno caratterizzato l’evoluzione del progetto, si sono dovute reinventare, hanno cercato di trovare nuove modalità, hanno cercato di ridare ai ragazzi una possibilità parziale di approcciarsi allo sport, si sono poste come alternativa all’impossibilità di svolgere attività sportive più canoniche e strutturate. Ma dobbiamo ricordare che Educazione e sport è un binomio che però necessita di sinergia. Oggi, più che mai, è fondamentale una forte collaborazione tra le istituzioni sportive ed educative. Certo è che esempi positivi in questo senso sono riscontrabili in due esempi consistenti in alcune proposte specifiche quali il rugby e il pattinaggio. (1) Il rugby, da sempre associato all’immagine di uno sport a forte contatto fisico, è riuscito a reinventarsi attraverso una modalità più giocosa nella quale il contatto o anche semplicemente il passaggio della palla, hanno ceduto il passo a momenti più leggeri e divertenti. Lo ha fatto affidandosi al gioco inteso nella sua accezione più ampia: corse, staffette, slalom; il tutto condito da una coinvolgente dose di leggerezza e divertimento. “Se non possiamo giocare a rugby, possiamo giocare a fare delle attività più semplici che ci serviranno in futuro quando potremmo tornare sul campo”. Questa è stata la mission operativa dei formatori e componenti dello staff sportivo della Bulldog Rugby, una dichiarazione d’intenti che ha prodotto dei risultati importanti e che si è posta come esempio virtuoso nella lista delle attività di Futuro Prossimo. (2) Un’evoluzione positiva, in questo senso, si è osservata anche nel Laboratorio di pattinaggio. L’impossibilità di accedere al pattinodromo cittadino ha portato a riappropriarsi di spazi e contesti prima trascurati. Le location sono così diventate vecchie piazze poco frequentate come nel quartiere di Latte Dolce dove si sono utilizzati un parcheggio e un parco, spazi che sono stati riconquistati perché mossi dalla necessità di portare lo sport oltre i ristretti e trascurati “spazi dedicati”. I ragazzi hanno potuto continuare a muoversi, divertirsi, fare attività fisica in modo nuovo ed hanno scoperto che le cose si possono fare routinariamente ma in sicurezza, anche stando dentro una fitta rete di regole e proibizioni. Forse gli organizzatori e i partecipanti hanno anche scoperto che spingersi oltre limpossibilità è un’attività che richiede ingegno, accortezza, slancio e lo hanno fatto senza rinunciare al divertimento, alla socialità, ai sorrisi e non escludendo la componente agonistica racchiusa in alcune belle frasi: “Se non hai fiducia in te stesso, troverai sempre un modo per non vincere” oppure “Lo sport è onesto: vinci o perdi, senza compromessi (frase del grande campione di tennis Boris Becker) oppure “lo sport non forma il carattere, lo rivela” ed il pensiero vola al nostro Sinner: talento, applicazione, lavoro, ma anche corretto stile di vita, oggi SINNER è il numero 1 di tennis, al mondo!

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