Che cosa è il Sistema informativo nazionale dipendenze (SIND) 

Questo Sistema  opera all’interno del Ministero della salute, come sistema di supporto ai diversi livelli del Servizio Sanitario Nazionale (locale/regionale e nazionale). Esso é stato  istituito per assolvere alle funzioni di cui all’articolo 1 del Decreto ministeriale relativo ai servizi  pubblici per le tossicodipendenze. Ed il SIND ha redatto e pubblicato recentemente un Report dal quale risultano essere individuati più di 132mila persone dipendenti da droghe, assistite in Italia nel 2023 dai Servizi pubblici per le Dipendenze; l’85% dei pazienti é di sesso maschile. Questi sono alcuni dei dati che emergono dal Rapporto Tossicodipendenze 2023, che il Ministero della Sanità ha realizzato per fornire dati aggiornati ai vari servizi dislocati sul nostro territorio nazionale con l’obiettivo di contrastare, a livello nazionale, la piaga della tossicodipendenza. In sintesi il Rapporto effettua l’analisi a livello nazionale dei dati rilevati attraverso il Sistema Informativo Nazionale per le Dipendenze (SIND). Si tratta perciò di uno strumento conoscitivo fondamentale per i diversi soggetti istituzionali responsabili della elaborazione  ed attuazione delle politiche sanitarie nel Settore Dipendenze: operatori socio-sanitari e cittadini utenti del Servizio Sanitario Nazionale.

I contenuti del Rapporto. Rileggiamo Insieme alcuni dei dati più rilevanti contenuti nel rapporto relativo all’anno 2023:

  • sono risultati operanti in Italia 570 Servizi pubblici per le Dipendenze;
  • La dotazione complessiva del personale dipendente all’interno dei Sert  risulta, al 31 dicembre 2022, pari a 5.843 unità. Tra le figure professionali gli infermieri rappresentano il 32,5% del totale (6.264 unità), seguiti dai medici (19,8%);
  • i Servizi in Italia hanno assistito complessivamente 132.195 soggetti dipendenti da sostanze (su un totale di 252.401 contatti) di cui 17.243 sono nuovi utenti (13,0%) e 114.952 sono soggetti già in carico o rientrati in tale servizio dagli anni precedenti (87,0%). Circa l’85% dei pazienti totali sono di genere maschile, con un rapporto di 1 femmina ogni 6 maschi. I pazienti in trattamento sono prevalentemente di nazionalità italiana (90,9%).
    Le classi di età più frequenti sono quelle comprese tra 35 e  54 anni; ma l’Anabo invita a non dimenticare di controllare i più giovani, che sono ancora in tempo per salvarsi…
  • il 60,2% delle persone in trattamento per droga è in carico ai servizi per uso primario di oppiacei. L’eroina rimane la sostanza primaria più usata dall’insieme degli utenti in trattamento; tuttavia la proporzione di persone sul totale dei trattati che la scelgono come sostanza di elezione, sta diminuendo nel corso degli anni. Tra i nuovi utenti la cocaina risulta la sostanza primaria d’abuso nel 44,6% dei casi; con il passare degli anni è aumentata la proporzione di persone che richiedono un trattamento per uso di cocaina.
  • Conclusioni: “A noi Pediatri interessa conoscere però anche i dati relativi ai minorenni tossicodipendenti in modo da organizzare capillarmente Servizi ad hoc, specializzati in campo pediatrico (under 18 anni) che siano in grado di prevenire e assistere, curare in tempo moltissimi nostri giovani, in gran parte studenti, anche frequentanti le scuole medie che si sono pericolosamente avvicinati alla droga e stanno rischiando una cronicizzazione ottenuta anche mediante una sempre maggiore diffusione di sostanze proibite ottenute chimicamente e dal basso costo, ma cominciando a rieducare e coinvolgere soprattutto le famiglie che hanno dimostrato latitanza e scarso impegno nell’affrontare e scardinare questo difficilissimo problema; inoltre é da recuperare il completo coinvolgimento della Scuola, perché è da lì, dal corpo insegnanti e docenti che si deve cominciare a lavorare, in rete come oggi amiamo dire, in modo da ottenere  risultati che potranno venire solo se riusciremo a riunire le varie forze in campo inserendo per esempio nei programmi scolastici una materia come l’educazione socio-sanitaria che dovrà essere insegnata da docenti appartenenti alle varie discipline; occorrerà anche la partecipazione dei genitori degli scolari, perché è con le famiglie che dobbiamo lavorare perché siamo convinti che una delle cause risiede in un diffuso e crescente disagio psicologico che è una condizione propria dell’epoca adolescenziale”.

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