L’allarme continua sul consumo in Italia di droghe e alcool  tra i ragazzi. La relazione al Parlamento apre alla speranza…

Viviana Daloiso pubblicava, 18 mesi fa, sul quotidiano Avvenire i numeri da Emergenza assoluta nella Relazione al Parlamento sulle tossicodipendenze: tra 15 e 19 anni il 28% dei giovani consumava sostanze, l’11% psicofarmaci, due milioni bevevano (e il 50% si ubriacava). Oggi le cose non sono molto cambiate, anzi forse peggiorate… ma ora la buona volontà e le belle parole non bastano. Bisogna sapere che questi ragazzi, cedendo al vizio, saranno rovinati per tutta la vita qualora proseguissero, come spesso succede, a restare dipendenti da alcol o da droghe svariate e sempre più sofisticate. I dati aggiornati confermano che l’allarme è ancora una triste realtà perché in Italia prosegue la “pandemia delle dipendenze”, che starebbe contagiando i ragazzi in maniera devastante, con numeri che nemmeno le previsioni più pessimistiche avevano ipotizzato. Preoccupano sempre più le Relazioni annuali del Parlamento pubblicate dal Dipartimento delle politiche antidroga che rappresentano nei numeri l’emergenza delle nuove generazioni confermate dai fatti di cronaca degli ultimi mesi: incidenti stradali, risse, violenze tra minori, stupri, omicidi in risse tra bande di giovanissimi. E i nostri timori non diminuiscono leggendo la Relazione annuale al Parlamento sulle tossicodipendenze in Italia anche se gli interventi sono presentati quest‘anno in una veste grafica che li rende facilmente consultabili in quanto hanno conservato valore scientifico e completezza di approccio. Il frequente utilizzo della complessa e l’articolata rete di informazioni e dati riferiti, pubblicati dalle Amministrazioni centrali e periferiche dello Stato, dagli Enti pubblici competenti in materia e dalle organizzazioni del Privato sociale dovrebbe tranquillizzare sull’attuale situazione presente nelle nostre città, ma purtroppo non è così, anche se le informazioni presentate dal coordinamento del Dipartimento per le Politiche Antidroga della Presidenza del Consiglio, hanno recuperato la centralità necessaria per affrontare le complesse sfide necessarie per  smorzare le drammatiche dipendenze. L’analisi integrata degli indicatori, diretti e indiretti, ha permesso di identificare i terreni di più incisivo intervento da parte delle istituzioni qui di seguito elencati: (a) l’incremento del contrasto al narcotraffico, con una più forte cooperazione internazionale, fatta di accordi bilaterali e di scambi fattivi tra forze di polizia e autorità giudiziarie degli Stati maggiormente colpiti, a cominciare da quelli latino-americani; (b) il richiamo a una azione comune realmente efficace nelle più qualificate sedi internazionali, in primis l’Ufficio delle Nazioni Unite a Vienna; (c) l’aumento dei sequestri in strada, finalizzato a colpire ogni anello della catena di offerta di droga; (d) il rilancio dell’attività di prevenzione, essenziale contro l’aumento fra gli adolescenti del consumo di sostanze illegali e contro la maggiore diffusione di nuove dipendenze o comportamenti a rischio legati all’uso di Internet, al gaming e al gioco d’azzardo; (e) il potenziamento di una corretta informazione, dagli spot tv e social mirati alla promozione e al sostegno agli interventi nelle scuole; (f) la chiarezza nel linguaggio, per superare gli anni devastanti delle ambiguità e degli ammiccamenti, e per riaffermare, su basi scientifiche, che nessuna droga è mai ‘“leggera ’; (g) l’attenzione ai servizi e  strutture del Privato Sociale, frontiera fondamentale per un recupero non solo sanitario; (h) l’allarme di fronte all’introduzione nel mercato di nuove e pericolose sostanze sintetiche come il Fentanyl, in ordine al quale è stato predisposto un piano coordinato di intervento, già operativo e con primi significativi risultati; (i) la denuncia del fallimento di politiche rinunciatarie, riassumibili nella formula della riduzione del danno, se è vero che i decessi attribuibili all’uso del metadone in un decennio si sono triplicati. Quanto riportato è contenuto nella suddetta Relazione che fornisce elementi sicuri, idonei a proseguire il lavoro nelle direzioni prima sintetizzate e, se possibile, con una intensità ancora maggiore. Questo programma di lavoro, che, presentato sinteticamente ci apre alla speranza di debellare tale piaga sociale, porta la prestigiosa firma dell’On. Alfredo Mantovano, Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri.

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