L’allarme continua: consumo crescente di droghe, psicofarmaci e alcool  anche tra ragazzini

seconda parte

In relazione  alla tendenza tra i giovanissimi di provare droga e/o alcool, dal punto di vista delle conseguenze abbiamo conoscenza di un aumento generale dell’utenza sia dei Servizi pubblici sia delle Comunità terapeutiche, oltre che un contemporaneo aumento degli accessi ai Pronto Soccorso ospedalieri e dei ricoveri dovuti a problematiche droga-correlate. Nel 2022, quasi il 10% degli accessi al Pronto Soccorso direttamente droga-correlati ha riguardato minorenni e circa il 14% 18-24enni. Tra i ricoveri con diagnosi principale droga-correlata, il 15% ha riguardato persone con meno di 24 anni, valore che risulta anch’esso in aumento. Si osserva inoltre una generale riduzione dell’età media dei ricoverati, specialmente nel genere femminile. Gli utenti dei servizi pubblici under 25 costituiscono circa il 6% del totale degli assistiti, percentuale che sale quasi al 20% tra i nuovi utenti. Nei servizi del privato sociale rappresentano una quota di poco superiore al 9%. E la situazione è ulteriormente peggiorata. Oltre all’uso di sostanze, negli ultimi anni, si è assistito all’emergere di ulteriori comportamenti a rischio e potenzialmente additivi, spesso legati e facilitati da Internet e da nuove tecnologie. Il più diffuso tra questi è il gioco dazzardo che già nel 2022 ha interessato circa la metà degli studenti 15-19enni. Ma la notizia che più  preoccupa è il sorpasso di genere.Questa é lanovità più preoccupante della Relazione – sottolineata anche nella nota introduttiva dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega alle Politiche antidroga, l’On Alfredo Mantovano – che riguarda una vera e propria impennata di consumi tra le donne, e le giovanissime in particolare. Se tradizionalmente sono per lo più i ragazzi a utilizzare sostanze psicoattive, “negli ultimi anni – illustra il documento – si sta assistendo a un importante cambiamento dei modelli di consumo fra gli studenti, supportato da una sempre più evidente riduzione delle differenze di genere”. Il dato più rilevante è quello osservato fra le studentesse di 15 e 16 anni, che presentano prevalenze di consumo uguali o superiori ai coetanei per quanto riguarda luso di cannabinoidi, Nuove sostanze psicoattive (le cosiddette Nps”), cocaina e oppiacei. Ma c’è di più, Il 2022 già aveva fatto e registrare per la prima volta il sorpasso dei consumi femminili su quelli maschili per quanto riguarda lutilizzo di alcol (il 79% delle ragazze contro il 77% dei ragazzi) e gli eccessi alcolici (il 35% contro il 29%), dato che si va a sommare – lo abbiamo scritto prima – al consumo di psicofarmaci senza prescrizione medica, da sempre più elevato tipicamente dal sesso femminile. A conferma della precocità femminile nell’approccio alle sostanze stupefacenti, anche gli accessi al Pronto Soccorso, che pur essendo in numeri assoluti quasi la metà di quelli maschili, vedono maggiormente coinvolte sia le giovani di età inferiore a 17 anni (che presentano il 13% degli accessi contro il 7% nella stessa fascia di età fra i ragazzi), sia le over 75 (con quasi il 13% degli accessi droga-correlati, contro il 4% dei coetanei). Accessi per il 65% dei casi legati a “psicosi indotte da droghe” (il dato maschile della medesima diagnosi è pari al 44%). Dato ancora più problematico é quello relativo ai decessi per overdose, che si sono mantenuti stabili (298 sui 296 in un anno) ma che hanno visto un incremento proprio nel genere femminile rispetto al biennio precedente (da 30 a 45 casi). Di qui la necessità  “di sviluppare interventi di prevenzione e di cura focalizzati proprio sulla popolazione femminile”. Per quanto riguarda il sesso femminile bisogna pensare poi alle complicazioni che possono venir  fuori anche durante la gravidanza, alla nascita del bambino (coinvolto esso stesso colpito da patologie correlate all’astinenza, se la madre non smettesse di consumare droghe). 

Per quanto riguarda i rimedi, anche noi siamo con le comunità di recupero che da anni  insistono sulla necessità, per lo Stato, di reintrodurre investimenti, in particolare  ripristinando i Fondi dedicati (su cui il Sottosegretario Mantovano ha annunciato un intervento del Governo): “…I dati letti nelle relazioni annuali danno ragione alla nostra preoccupazione – sottolinea  Luciano Squillaci Presidente della Federazione italiana delle comunità terapeutiche (FICT) –. È recente la allucinante notizia su un Capodanno di terrore tra droga, alcol e violenze sessuali: ragazzini di 14 anni e 2 di 12 anni sono stati trovati in preda alla trasgressione più vile, quella che viola la dignità umana più profonda, dove non esiste più il confine tra il Bene e il Male. Si tratta di vite umane e non di numeri, perciò bisogna ripartire subito da un’attenzione particolare alle persone ed alle relazioni educative per ottenere un reale rilancio della sfida alle dipendenze con possibilità di vittoria”. E noi, non solo da semplici osservatori ma anche da pediatri responsabili della salute e del benessere psicofisico dei minori di 18 anni a noi affidati, sottolineiamo che siamo d’accordo nel destinare fondi per investimenti e finanziamenti di progetti tali da rendere più efficienti le ottime Comunità terapeutiche di cui dispone l’Italia. Siamo su questo punto in pieno accordo con la FICT.

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