1 adolescente su 3 utilizza ormai gli Chat Bot/IA”: tendenza confermata dai numerosi Report sui “rischi da dipendenza”

Molte sono le iniziative che segnalano i rischi. Tutti, ormai, condividono i rischi legati alla Dipendenza da Strumenti Digitali ed anche l’ultimo Report BCG “Why Children are unsafe in Cyberspace” ricorda come il 93% dei bambini fra 8 e 17 anni navighi su internet e il 72% dica di avere sperimentato almeno una “situazione di rischio” perciò, ancora una volta, anche Noi invitiamo i nostri lettori ad attivare in famiglia tutti gli strumenti necessari per azzerare i rischi, partendo dai consigli forniti da Paola Francesca Scarpa Maneging Director e partner di BCG. Qui dobbiamo segnalare che, dopo i social network, anche i chat bot chiamati anche robot di conversazione, basati sulla Intelligenza Artificiale (IA)sono ormai entrati nella quotidianità degli adolescenti. Questi però sono strumenti con potenzialità significative ma senza regole o competenze e responsabilità condivise sulla eventualità che possano diventare dannosi. Lo spiega anche il Prof. Ernesto Caffo, Presidente di Telefono Azzurroche ha illustrato i risultati di un’altra Indagine promossa da Onlus in collaborazione con Ipsos Doxa. Secondo i dati raccolti sui ragazzi tra  12 e 18 anni per partecipare al Safer Internet Day, celebrato  giorni fa  “1 adolescente su 3” ha utilizzato il Chatbot IA e la dipendenza dagli strumenti digitali è divenuta troppo frequente, soprattutto nei ragazzi più fragili, trattandosi di uno strumento che semplifica la vita, un esercizio di scelte, ma prodotto anche dalla propria fantasia, che noi adulti dobbiamo far evitare. “La battaglia al pensiero critico è infatti     fondamentale” sostiene  il professor Caffo, ma per vincere sono importanti sia la Formazioneche la partecipazione delle associazioni private con un RUOLO ben preciso. Ed èproprio nel tentativo di rispondere a queste lacune che si stanno diffondendo numerose Iniziative per la Formazione. Una di queste è stata illustrata da Federica Manzoni, Direttrice Sustainability & Quality Certification, Wind Tre, un’Azienda che a Roma ha presentato dati, testimonianze e riflessioni legate al Programma NeoConnessi, impegnato da 8 anni nell’educazione di bambini, genitori e insegnanti per un uso sicuro degli strumenti digitali. NeoConnessi, spiega Manzoni, fornisce alle Scuole primarie strumenti e risorse, come i kit che gli insegnanti possono usare in classe per affrontare gli argomenti legati alla sicurezza in rete. Per i genitori c’è neoconnessi.it, piattaforma digitale ricca di corsi e consigli pratici:  E adesso si é aggiunto anche ilCanale Instagram, spazio di dialogo per accompagnare le famiglie”, la cui valutazione ne ha evidenziato l’efficacia. “Nei bambini, per esempio, è migliorata l’attenzione verso l’applicazione dello screen time (tempo-schermo che registra la durata dell’esposizione giornaliera ai dispositivi elettronici come smartphone, PC e TV). Un bel risultato è stato raggiunto in quanto l’80% dei genitoricoinvolti nel programma ha introdotto o migliorato l’uso del Parental control, mentre il 98% dei docenti si è sentito più preparato ad affrontare il tema del Digitale in classe. Finora abbiamo raggiunto 2 milioni di famiglie e i risultati ottenuti ci dicono che la direzione è quella giusta”. Queste sono state le conclusioni positive della Manzoni.

L’IA invece è stata usata principalmente come supporto all’apprendimento, ma non solo…perché è stato annotato che “1 giovane sotto i 26 anni su 2  ha chiesto aiuto all’intelligenza artificiale per problemi sentimentali, oltre che per la salute fisica e/o mentale”. E’ interessante poi quanto emerge dall’ultimo Rapporto sulla Sicurezza nel web realizzato da Terre des Hommes: “Il mondo online (digitale) é diventato un rifugio, anche se  viene anche percepito come un luogo ostile dal 66% dei ragazzi” ha spiegato l’Avv. Marisa Marraffino, esperta di Media digitali che collabora con Terre des Hommes. Inoltre, il 60% dei ragazzi segnala che il rischio principale è il revenge porn, cioè la condivisione non consensuale di immagini intime. La quasi totalità dei ragazzi sa di poter denunciare e chiedere la rimozione del contenuto di tali filmati qualora condivisi senza il loro consenso; emerge però una minore consapevolezza se si tratta  di condivisione di immagini modificate da altri mediante IA. Ma. nonostante la Legge sul Deep Fake a proposito di  IA, che, approvata nell’ottobre 2025, introduce una normativa organica sull’AI e il reato penale garantendo l’innovazione responsabile mediante tutele specifiche, c’è ancora scarsa consapevolezza sugli strumenti di tutela a nostra disposizione. Sappiamo bene che le lacune dei ragazzi riflettono quelle degli adulti, che dovrebbero invece essere  già in grado di educarli. In definitiva,  questi risultati hanno confermato che anche gli ENTI  PRIVATI (iscritti nel Registro Unico Nazionale Terzo Settore: RUNTS) opportunamente preparati in materia sociale, possono e devono fare – nella odierna società in cui viviamo, sempre più febbrile – la loro parte. E facciamo nostri gli avvertimenti dell’Avv. Marisa Marraffino che così pontifica: “In qualità di rappresentanti di Aziende o Enti che mettono in comunicazione molte persone, di tutte le fasce sociali – e Noi con Lei – siamo molto consapevoli dell’importanza di un uso, che deve essere sempre più sicuro del Digitale soprattutto perché usato dalle Categorie di ragazzini e adolescenti definite più vulnerabili”.